La scultura trae spunto dalla famosa lirica omonima di Luigi Mercantini e rappresenta un’opera notevole, sia per la mole, di circa cm 200x80, sia per la collocazione ben studiata, al limitare fra il mare e la terra, ma soprattutto per la grande forza simbolica impressa dall’artista alla figura distesa della donna, che ci racconta la storia, al tempo dei moti di indipendenza ottocenteschi, di un Sud Italia visto come un’adolescente fiduciosa, con lo sguardo rivolto verso il nuovo orizzonte di unificazione e di libertà.
Dalle parole della mitica protagonista:
“Me ne andavo una mattina a spigolare/ quando ho visto una barca in mezzo al mare;
era una barca che andava a vapore/ e alzava una bandiera tricolore.”
Nella Spigolatrice di Ricco la posizione e il volume del soggetto richiamano una sirena adagiata in riva al mare, mentre le forme prosperose riproducono senz’altro il modello di bellezza mediterranea contadina.
Il virtuosismo tecnico dello scultore si evidenzia anche nel trattamento delle pieghe dei panneggi della camiciola e della gonna, con grato effetto di sapore manierista, movimentando la luce che ricade a tutto tondo intorno alla figura.
L’opera è stata realizzata in bronzo, col metodo della fusione a cera persa.
Con tenace lavoro, l’artista ha elaborato prima un modello completo in creta, quindi ha forgiato i tre pezzi che compongono la scultura, saldandoli successivamente in un corpo unico. La statua, infine, si è fissata alla roccia dello scoglio con diversi tirafondi in acciaio, poi cementati, restando un simbolo originale dell’impronta che unisce natura, arte e cultura.